martedì 11 ottobre 2011

CASA STELLA: OPERA SEGNO DELLA DIOCESI

E’ passato più di un anno dal giorno dell’inaugurazione di Casa Stella, il 26 giugno 2010, alla presenza di Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI, e Mons. Vittorio Nozza, Direttore di Caritas Italiana. Dal giugno dell’anno passato la struttura si è animata di volti e persone, grazie alla lungimiranza della Diocesi di Senigallia, da sempre attenta alle problematiche sociali presenti sul territorio sua competenza. Di fronte a tante situazioni di incertezza e precarietà, specie per problemi legati alla precarietà dell’abitare, la realtà ecclesiale locale ha sentito il dovere di fare la propria parte con tempestività, attraverso scelte concrete, affinché ognuno potesse interrogarsi su come contribuire a ridurre il problema abitativo. La Chiesa di Senigallia, attraverso la Caritas Diocesana e la Fondazione Caritas Senigallia - Onlus, ha quindi deciso di intervenire ed offrire una risposta immediata acquistando proprio Casa Stella, struttura composta da dieci appartamenti autonomi e quattro camere, per potenziare così la capacità di accoglienza e contribuire ad alleviare le sofferenze di alcuni. L’edificio è un piccolo condominio dove ognuno può sentirsi, pur nella precarietà, “a casa”. L’obiettivo era quello restituire a persone in difficoltà economica la serenità per riorganizzare la propria vita, cercando di individuare nuovi percorsi lavorativi che garantissero il superamento della crisi. Come ha detto mons. Nozza il giorno dell’inaugurazione, “Casa Stella è un campanile, un’antenna che capta un’esigenza, un bisogno primario, vuole risvegliare tutte le coscienze al problema abitativo che non consente ad alcune famiglie di vivere con dignità. Con questa opera segno non si pretende certo di risolvere un problema così importante, ma è una chiara testimonianza che vuole educare gli uomini a fare qualcosa per gli altri, a donare il proprio tempo con gratuità, a far crescere la cultura evangelica della solidarietà e della carità nella comunità del territorio”. Pienamente in linea con lo spirito e le intenzioni della Diocesi di Senigallia, le parole di Mons. Crociata: “Come ci ricorda il Santo Padre Benedetto XVI nella sua prima enciclica, le organizzazioni caritative della Chiesa costituiscono un suo opus proprium, un compito a lei congeniale, nel quale essa agisce come soggetto direttamente responsabile, facendo quello che corrisponde alla sua natura. La Chiesa non può mai essere dispensata dall’esercizio della carità come attività organizzata dei credenti e, d’altra parte, non ci sarà mai una situazione nella quale non occorra la carità di ciascun singolo cristiano, perché l’uomo, al di là della giustizia, ha e avrà sempre bisogno dell’amore (Deus Caritas est, 29). Un amore, come dimostra la finalità con cui è sorta l’iniziativa che oggi inauguriamo, che può e deve tradursi in un intervento non soltanto assistenziale, ma promozionale. Bisogna rendere le persone di cui ci si prende cura soggetti del proprio riscatto, cercando soluzione alle cause dei problemi, attraverso un impegno che coinvolge, insieme all’iniziativa personale e privata e alla testimonianza della comunità ecclesiale, le strutture pubbliche, gli enti locali e le forze sociali secondo modalità dinamiche di coinvolgimento comunitario ed un sapiente uso delle risorse disponibili”.

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