lunedì 19 settembre 2011

Interni ed esterni di una casa speciale


"Non dimenticate l'ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli". (Eb13,2)

Casa Stella è un mondo da raccontare. Qui ci sono persone e famiglie provate dalla precarietà di una casa che ancora manca, ma fiduciose nel futuro, capaci di andare al di là di provenienze, lingue, tradizioni. E’ un posto animato, vivace. Certo, i problemi non mancano, ma è una ‘casa’ piena di vita. Due fotografie raccontano una quotidianità particolare, abitata dai tanti colori del mondo.


Per un problema tecnico, da molti mesi a “Casa stella”  non si può chiudere la porta principale. Tutto è aperto ed è una bella metafora per un luogo e per dei cuori che sognano di essere sempre così: aperti all’altro, capaci di fiducia, paurosi soltanto di aver paura di chi è vicino. Del resto, molto spesso anche le porte dei singoli appartamenti interni sono aperte: due stanze e il bagno, niente da rubare, troppo poco per aver paura di strane incursioni. In uno di questi appartamenti, un giorno qualunque, nella stanza da pranzo un unico piatto, intorno numerosi persone, adulti e bimbi, bianchi e neri, cristiani e musulmani, culture distanti, ma un’idea luminosa di fondo: se condividiamo, moltiplichiamo le ricchezze e nessuno può dirsi escluso.

Breve cronaca di un pomeriggio di primavera. Torno a “Casa Stella” dopo il lavoro, nel tardo pomeriggio, l’aria è fresca e buona. Nel cortile antistante la struttura due ragazzi ghanesi, profughi fuggiti dalla Libia, seduti a qualche metro di distanza, volteggiano la corda e bambini di diversa provenienza sono in coda, non vedono l’ora che sia il loro turno per saltare. Altri sono impegnati in un match di mini basket, altri ancora si passano la palla con la partecipazione di qualche genitore. Intorno, crocicchi di grandi variamente assortiti che discutono, si scambiano idee, ridono, si fanno seri. Non so dover poter parcheggiare la macchina, ma profondamente divertito e colpito penso: “Che bello tornare a casa”.

Stefano & Consuelo

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